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CLUB DI CONTATTO PER VALORIZZARE SIA LE POTENZIALITA’ CULTURALI DEL MONDO RURALE CHE LE CAPACITA’ CREATIVE E TECNICHE DEGLI OPERATORI CHE VI SI POSSONO INSERIRE

INTRODUZIONE:

Il mondo rurale e naturale, soprattutto nelle aree peri - urbane, non è più solo sede di attività primarie e di protezione ambientale, ma è occasione di innumerevoli momenti di attività ludica e didattica, in chiave naturalistica, culturale, artistica, terapeutica, sportiva, alimentare…... Parchi, urbani e peri-urbani, ma anche fattorie multifunzionali, giardini terapeutici e scolastici, diventano sede di laboratori, esperienze, incontri…… Il fattore che accomuna queste esperienze è l’avvicinare, il più possibile, il fruitore al mondo naturale e rurale, ambedue fatti di cose semplici, comprensibili, vere e vive, di materiali primari, quali l’acqua, la terra, il legno. La richiesta di queste opportunità è in crescita, proporzionalmente alla sensibilità ambientale, all’aumentare delle esigenze di cultura e formazione, alla domanda di qualità, di esperienza e di partecipazione. Ad esprimerla sono sia i fruitori diretti, quali in primo luogo i bambini, con le loro famiglie, sia le istituzioni e le organizzazioni sociali, nell’intento di moltiplicare le opportunità didattiche e ricreative.

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Questa domanda sottolinea il bisogno di non perdere il contatto diretto con le cose primarie, di conservare la capacità di manipolarle e gestirle, in una parola, di conservare la cultura materiale.

Riteniamo, peraltro, che rispondere a questa esigenza sia molto importante, sia per chi possiede ancora questa cultura e non vuole perderla, sia per chi dovrebbe acquisirla, ma ne ha opportunità sempre più ristrette. Ad esempio, quei bambini che passano ore ed ore al televisore ed al computer, ma non sanno più cos’è un frutto, un animale, un fiore, un attrezzo manuale, anche perché nessuno più ha il tempo di coinvolgerli. Così facendo, tra un po’, i bambini non sapranno più di potersi arrampicare su un albero, di poter manipolare la creta od il legno, di poter giocare con un cane od un gatto, di potersi esprimere e di poter comunicare con altri esseri umani, direttamente. Rispondere a questa domanda potrà, inoltre, dare agli operatori del territorio soddisfazioni economiche, sociali e culturali decisamente superiori a quelle offerte dal settore primario agricolo.

Per offrire laboratori, gite, corsi, stages e quant’altro fantasia e territorio possono generare, servono operatori. Negli ultimi anni la sensibilità per la natura, il paesaggio, la vita semplice ed in armonia con l’ambiente ha generato nel corpo sociale una vasta gamma di abilità tecniche, artistiche e culturali che potrebbero essere valorizzate nella conduzione delle attività suddette. Sono nati, quindi, tanti possibili “artisti di campagna”. Ma, le difficoltà di comunicazione e le rigidità nelle forme di collaborazione, sembrano aver limitato fino ad ora l’incontro tra i portatori di queste abilità ed i contesti in cui esprimerle.

Anche se occasionale, il coinvolgimento in queste attività è nell’interesse dei giovani, soprattutto quelli in fase di orientamento, che entrano ed escono facilmente dal mondo del lavoro. Hanno infatti natura creativa e danno la possibilità di sentirsi realizzati, capaci di un’identità propria, ma soprattutto possono educare all’idea dell’auto – imprenditorialità e dell’autosufficienza.

Possono, quindi, essere esperienze tramite le quali soggetti giovanili, quasi tutti con difficoltà di scelta ed inserimento, testano il loro rapporto con il mondo del lavoro. Mettere in contatto i tre fattori descritti: domanda, abilità, contesti, può quindi creare impresa ed occupazione, può incrementare la qualità globale dell’ambiente e del modo di fruirne, può conservare nel corpo sociale le capacità necessarie a viverlo in modo compatibile, può contribuire a rivitalizzare le aree rurali.