PERCHÉ LO FACCIAMO

Capacità di rapporto con l’ambiente
I problemi ambientali che abbiamo creato minacciano la nostra stessa sopravvivenza. Stiamo rispondendo a tutto ciò non con il contenimento dei consumi e degli impatti, ma incrementando la complessità sociale e tecnologica delle nostre società, per poter proseguire nell’espansione.

Ne risultano rapporti tra gli esseri umani e l’ambiente sempre più indiretti e difficili, un mondo in cui l’uomo è circondato da cose di cui non conosce più l’origine ed è sempre meno autonomo e libero. Di conseguenza, è sempre più stressato.

Per resistere a questo processo distruttivo è necessario conservare le capacità di rapporto con l’ambiente ed il territorio, cioè la cultura materiale e gli habitat in cui poterla esprimere. Questo elemento è, a nostro avviso, fondamentale per la sopravvivenza della specie uomo, in un pianeta vivo, in condizioni di dignità e libertà.

Il contesto
Campagna e città tendono oggi a compenetrarsi, il verde, con le sue mille funzioni e la sua carica vitale, entra in città, ma questa si espande, con le sue mille esigenze, in campagna. Se quindi i cittadini escono e vanno in campagna, la campagna entra nella città, penetra nei suoi spazi verdi, ufficiali e marginali ed a volte raggiunge anche i suoi tetti. In tutti questi contesti la campagna, che è stata la sede tradizionale del rapporto con l’ambiente può e deve diventare la sede della trasmissione della cultura materiale.

Il piacere della campagna e il godimento della ruralità

Nonostante la scarsa produttività dell’agricoltura italiana, il crescente numero di fiere, libri, riviste, negozi per vecchi e nuovi contadini, induce a pensare che il mondo rurale non vive solo sui produttori agricoli, ma anche sul mercato dei “consumatori di ruralità”, che dal rapporto con la campagna, traggono elementi di piacere emotivo, culturale, fisiologico, sociale…..

Servizi di questo tipo vengono offerti nei parchi naturali e rurali, nelle fattorie didattiche, sociali e multifunzionali, negli agriturismi, nei musei della cultura contadina…... Ma si può riconoscere il bisogno di “ruralità” anche nello sviluppo dell’agricoltura part-time, degli orti urbani, della seconda casa in campagna, dello sport nel verde, del turismo naturalistico, delle riscoperte enogastronomiche. Tutto ciò contribuisce alla crescita del Terziario Rurale.

Domanda di ruralità
Chi vive il verde in questi modi, da un punto di vista economico, non va considerato come un produttore di alimenti, ma come un consumatore di beni e servizi. Tra i primi troviamo le piante dei vivai, le attrezzature per l’agricoltura ed il giardino, gli imputs per le coltivazioni, solo per citarne alcuni. Tra i secondi troviamo i servizi di terzisti, frantoi, imprese del verde, studi di progettazione e assistenza tecnica, e molti altri, con un globale incremento di occupazione e benessere.

Sinergia con l’Agricoltura di Qualità
Questo mondo rientra secondo noi
nell’idea di Agrocultura, un mondo non alterativo, ma sinergico con l’agricoltura tradizionalmente intesa. Può contribuire infatti a stimolarne la diversificazione, a conservarne le filiere tecniche ed a promuovere il mercato dei prodotti locali di qualità.

Potenziale di Crescita
Questo mondo ha vissuto, negli ultimi anni un notevole incremento, ma trova ancora fattori limitanti nella rigidità delle normative. La sua crescita può avere luogo in vari modi, tra cui:

·  la qualificazione ambientale e paesaggistica delle modalità d’uso del territorio da parte di chi già oggi ne fruisce;

·  la creazione di strutture per soddisfare la domanda di ruralità di chi non ha la seconda casa o la microazienda;

·  l’offerta di servizi per chi desidera opportunità diverse e nuove occasioni di vivere la campagna.

Cosa occorre
Perché queste nuove esigenze possano diventare un ulteriore fattore di crescita per il territorio, avviando nuove forme d’impresa è necessario:

·  realizzare analisi di sistema

·  identificare modelli operativi

·  formare operatori tecnicamente e culturalmente mirati.

 

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